lunedì 16 novembre 2009

bambini e abusi

Se la vita è bella, come dice Benigni che ci ha costruito sopra pure un film, bisogna però dire che per qualcuno la vita è stata (ed è) uno schifo inimmaginabile che non credo valga le pena essere vissuto. Come nel caso dei bambini orfani inglesi mandati in Australia negli anni trenta del secolo scorso. Banbini sottoposti ad una vita di sevizie, di lavori forzati e violenze sessuali. A questi bambini il governo australiano e quello inglese chiedono scusa. Io credo che il governo inglese e quello australiano dovrebbero dare ai bambini, ora anziani, sopravvissuti, oltre alle dovute scuse, pure un pur banalissimo e magari poco nobile risarcimento in vil denaro. Chessò, facciamo un milione di euro (o equivalente in dollari) a testa? Che almeno oltre alle scuse e alla gloria eterna, possano godere anche i benefici tutti terreni che il vil denaro procura. Un po' di paradiso terreno, dopo l'inferno in terra che hanno passato e che ha segnato per sempre, non certo in meglio, la loro esistenza.

domenica 15 novembre 2009

rimmel




E qualcosa rimane
fra le pagine chiare e le pagine scure,
e cancello il tuo nome dalla mia facciata
e confondo i miei alibi e le tue ragioni,
i miei alibi e le tue ragioni.
Chi mi ha fatto le carte mi ha chiamato vincente
ma uno zingaro è un trucco
e un futuro invadente, fossi stato un pò più giovane,
l'avrei distrutto con la fantasia,
l'avrei stracciato con la fantasia.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
Ho ancora i tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.

Santa voglia di vivere e dolce Venere di Rimmel,
come quando fuori pioveva e tu mi domandavi
se per caso avevo ancora quella foto
in cui tu sorridevi e non guardavi.
Ed il vento passava sul tuo collo di pelliccia
e sulla tua persona
e quando io, senza capire, ho detto sì,
hai detto "E' tutto quel che hai di me".
È tutto quel che ho di te.

Ora le tue labbra puoi spedirle a un indirizzo nuovo
e la mia faccia sovrapporla
a quella di chissà chi altro.
Ho ancora i tuoi quattro assi, bada bene, di un colore solo,
li puoi nascondere o giocare con chi vuoi
o farli rimanere buoni amici come noi.


(Francesco De Gregori, dall'album "Rimmel" del 1975)

venerdì 6 novembre 2009

in memoria di Alda Merini

Il Poeta raccoglie i dolori e sorrisi
e mette assieme tutti i suoi giorni
in una mano tesa per donare,
in una mano che assolve
perché vede il cuore di Dio.
Ma la città è triste
perché nessuno pensa
che i fiori del Poeta
sbocciano per vivere molto a lungo
per le vie anguste della grazia.

(Alda Merini, da "Alla tua salute, amore mio")

i poeti

Piace pensare ai poeti come a figure emarginate e malinconiche, magari maledetti o comunque irregolari. Artisti per antonomasia, dunque dolenti e strambi, secondo un clichè forse vetero-romantico, forse solo superficiale che calza perfettamente all’immaginario sempliciotto di una società sempre meno bisognosa di leggere. Credo che i poeti (compresa la Merini) preferirebbero di gran lunga essere un po’ meno idealizzati e un po’ più letti, e pubblicati.

(Michele Serra)

lunedì 31 agosto 2009

sogni, speranze, desideri

A volte la vita ti prende e ti porta quasi a sfiorare i tuoi sogni, le tue speranze, i tuoi desideri. Si tratta di un viaggio dalle emozioni pesanti (in tutti i sensi) e non so dire se questo è salutare o no. Però certamente è un viaggio che ti si imprime nell'anima e che non dimenticherai mai. Un viaggio che sono sempre più convinto vale la pena affrontare.

domenica 12 luglio 2009

il fiore nero




Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.

Come un popolo sotto l'oppressione
come un asino sotto il bastone
come un bimbo sotto l'educazione
come uno schiavo sotto il padrone.

Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.

Come il corpo sotto la morale
come il lavoro sotto il capitale
come il diverso sotto l'uguale
come l'imprevisto sotto il normale.

Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.

Come Dio sotto la religione
come l'amore sotto la convenzione
come la realtà sotto l'illusione
come un mattone sotto la distruzione.

Così quando il sole muore
fiore perdi il tuo colore
le qualità che ti hanno reso vero
ma chi lo dice che il fiore è nero.


(Questa canzone, con la voce di Augusto Daolio, venne incisa per la prima volta nell'album "Noi ci saremo" edito nel 1977. Bellissimo album.)

sabato 4 luglio 2009

le lacrime di Berlusconi




Questo è lo stesso uomo che nel 2009, nella sua veste di Presidente del Consiglio, ha permesso e avallato più e più respingimenti di barconi di immigrati. Alla faccia della coerenza. Questo, signore e signori, è l'uomo che ci governa.

martedì 30 giugno 2009

anima




Prendere di notte un aereoplano
Volare ed andare lontano
Andare senza muovere niente
Poi prendere la notte in una mano
Fermarla parlando più piano
Anche se nessuno ti sente

Tu che ti svegli e mi dici rifallo che non capisco
Ti sei alzato sul letto e poi ti butti giù
Io coi tuoi occhi buttati negli occhi mi intenerisco
Allora provo ad inseguirti, entro dagli occhi e via
In cerca di compagnia, tra due nuvole ed una lacrima
Ecco che incontro l’anima, l’anima

Preso da un abbaglio e da un sospetto
Lancio un urlo che si schianta sul tetto
Per fortuna nessuno mi sente
L’anima è una parola , è un concetto
Non è normale vederla sul letto
Vederla e fare finta di niente

Tu te ne accorgi, sorridi mentre sono io che non capisco
Oh… è logico arrivi sempre prima tu
Ma sento ancora i tuoi occhi negli occhi
E mi intenerisco
Oh… che notte stanotte,piccola anima mia
Ma prima che voli via,
fammi una cortesia,
dimmi se la tua anima
ha un posto anche per me
nell’anima c’è un posto anche per me
nell’anima c’è un posto anche per me.


(Rosalino Cellammare - 1982)