Evito giudizi trancianti
che l’argomento è delicato:
riguarda il dipanarsi
del percorso
invisibile
ma reale
che parte dalla mia anima
per arrivare alla tua
e viceversa
Tra punti di vista
e algoritmi ascetici
si snoda
il tracciato
delle emozioni.
venerdì 16 marzo 2012
Le orme del nostro amore
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Postilla
Annoto
quanto poco capisce
la mia voglia di capire
quando formula domande
assennate
sul sapore di questo amore.
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giovedì 2 febbraio 2012
Ringraziamento
Devo molto
a quelli che non amo.
Il sollievo con cui accetto
che siano più vicini a un altro.
La gioia di non essere io
il lupo dei loro agnelli.
Mi sento in pace con loro
e in libertà con loro,
e questo l'amore non può darlo,
ne riesce a toglierlo.
Non li aspetto
dalla porta alla finestra.
Paziente
quasi come un orologio solare,
capisco
ciò che l'amore non capisce,
perdono
ciò che l'amore non perdonerebbe mai.
Da un incontro a una lettera
passa non un'eternità,
ma solo qualche giorno o settimana.
I viaggi con loro vanno sempre bene,
i concerti sono ascoltati fino in fondo,
le cattedrali visitate,
i paesaggi nitidi.
E quando ci separano
sette monti e fiumi,
sono monti e fiumi
che si trovano in ogni atlante.
E' merito loro
se vivo in tre dimensioni,
in uno spazio non lirico e non retorico,
con un orizzonte vero, perchè mobile.
Loro stessi non sanno
quanto portano nelle mani vuote.
"Non devo loro nulla" -
direbbe l'amore
su questa questione aperta.
(Da "Vista con granello di sabbia" di Wislawa Szymborska)
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giovedì 26 gennaio 2012
Vennero a prendere gli zingari
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti
e io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me
e non c’era rimasto nessuno a protestare.
(Bertold Brecht)
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lunedì 19 dicembre 2011
le parole e i fatti
Le parole sono importanti, si. Ma contano di più i fatti. Parlare bene, usare i vocaboli "giusti", non signirfica essere esenti da colpe. Si può violentare una donna anche senza mai usare il verbo "fottere". Il fatto che chi ti violenta sia convinto (e voglia convincerti) di fare l'amore con te non significa che non ti sta violentando.
E' come il vestire. Puoi essere vestito benissimo ed essere un ladro e/o un assassino. Puoi essere vestito malissimo, puoi avere quelle che in Italia si chiamano "le pezze sul culo", puoi vivere in una baracca fatiscente ed essere la più brava e onesta persona di questo mondo.
E' come l'andare a messa tutte le domeniche. Puoi essere un frequentatore assiduo di preti e chiese ed essere una pessima, magari un delinquente e/o assassino. Puoi magari essere ateo o magari miscredente o "agnostico" ed essere invece una brava persona che aiuta il prossimo e non bestemmia e rispetta chi ha fede.
L'abito fa il monaco? Sei un bravo prete solamente perchè porti la tunaca e offici messa tutti i giorni, magari più volte al giorno? Dubito, fortemente dubito.
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l'euro, la lira e i mentecatti
Ma davvero c’è qualche mentecatto che rimpiange o sogna il ritorno alla Lira per uscire dal pantano, come se quelli fossero stati i bei tempi antichi? Ma ve li ricordate i giorni nei quali si dava il resto con la caramelle al bar o con gli assegnetti anche ai caselli delle autostrade, si pagavano stipendi in Bot e la nazione era alla bancarotta? Ho sentito l’ex ministro e il segretario di Berlusconi, Alfano, raccontare di un amico industriale che aveva fatto i soldi giocando sulla svalutazione competitiva della Lira per vendere meglio in Europa. Proprio il gioco della svalutazione, che rende più bassi i prezzi dei prodotti sui mercati esteri, è stato il meccanismo che ha puntellato e alla fine impalato aziende come la Fiat che, dormendo sui vantaggi concorrenziali e sul semi protezionismo imposto da Valletta contro le temutissime Case giapponesi, hanno permesso e favorito la decomposizione di una fabbrica che era stata, nelle proprie fasce di mercato, di eccellenza. I nostri debiti, pubblici e privati, resterebbero in Euro o in Dollari, dunque diventerebbero mostruosamente insopportabili se dovessimo ripagarli con lire sempre più svalutate e farebbero apparire la “stangata” di oggi come una carezza, il futuro dell’industria manifatturiera nelle nazioni già sviluppate, soprattutto in quella come la nostra o il Giappone che sono economie di trasformazione dipendenti dall’import di materie prime (sempre denominate in Dollari o Euro) sta nella qualità superiore o nella originalità della propria offerta. Sono l’intelligenza, la creatività, la prontezza di riflessi, la disponibilità al rischio, la massimizzazione delle proprie forze minimizzando le debolezze, la ricerca condotta in alleanza fra l’industria privata e le università per impiegare al meglio i pochi soldi (il nome del prof. Natta vi ricorda qualcosa?) le materie prime che possono salvare nazioni come la nostra e costruire lavoro, che è la sola maniera reale per difenderlo. Il lavoro è un diritto astratto e crudelmente vuoto, se il lavoro non c’è e se non viene creato e neppure il governo più progressista e socialmente sensibile può salvare il posto a un gruppo di dipendenti nella azienda A, senza dover salvare il posto a tutti i dipendenti di tutte le aziende. E chi lo promette, mente per fare retorica elettorale e strappare l’applauso sapendo di mentire. Nella battaglia quotidiana per sopravvivere, nessuno è mai arrivato al traguardo una volta per tutte. (Vittorio Zucconi - dal suo blog su Repubblica.it)
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giovedì 25 marzo 2010
l'esperto dei pericoli di internet

MEZZOCORONA. Si chiama Michele Facci, ha 23 anni, e fa un mestiere molto particolare: insegna ai giovani (ed anche ai meno giovani) a conoscere ed evitare i pericoli della rete. I pericoli di internet, insomma. Un fenomeno nuovo ed in continua crescita. Un fenomeno che comprende anche quello delle sette, diffusissime in rete. Ad esempio quelle che inneggiano all’anoressia, come racconta il nostro giovane esperto : «In Italia – afferma infatti Facci - si stimano oltre 300.000 siti web, tra blog e forum, che incitano al disagio alimentare per mezzo di pratiche che portano all’anoressia o alla bulimia. Precisamente, quelli a favore dell’anoressia vengono chiamati siti pro-ana e quelli a favore della bulimia, meno diffusi, sono invece chiamati siti pro-mia». E in cosa consiste il suo lavoro? «Io faccio conferenze nelle scuole, ma non solo, spesso in affiancamento con funzionari della polizia delle comunicazioni, per spiegare appunto i rischi della rete e come fare per evitarli». Facci racconta che internet è da sempre una sua passione, tanto che quando frequentava i liceo Galilei di Trento era uno dei migliori del corso di informatica. Era tanto bravo che nel 2006 fu inviato dalla sua scuola a Pesaro, assieme ad un altro studente, per partecipare alle seconde olimpiadi multimediali nazionali patrocinate da Microsoft. E si piazzò al secondo posto assoluto. Finito il liceo, il giovane e brillante studente si iscrisse alla facoltà di scienze cognitive dell’università di Trento, più precisamente al corsi di laurea in “scienze e tecniche di psicologia applicata cognitiva”. «Sono un appassionato in informatica e sono anche un appassionato di psicologia – precisa Facci – e questo era il corso che mi permetteva di abbinare queste mie due passioni. La psicologia mi è utile per il lavoro che ho scelto di fare, perché per studiare e spiegare bene i pericoli di internet non è sufficiente essere un esperto informatico, ma occorre avere basi solide di psicologia. Essere uno psicologo aiuta, certamente. Io non sono ancora iscritto all’albo, ma è il prossimo passo». Nel frattempo, per non stare, come si dice, a guardar per aria, questo giovane dinamico neo-laureato ha già un lavoro in mano. Un lavoro nuovo (Michele Facci è uno dei pochi esperti in Italia del settore) iniziato quando ancora il nostro non era laureato. «Insegno ai giovani ad avvicinarsi in maniera corretta ad internet e li allerto sui rischi che “navigare” composta, ma insegno anche ai meno giovani ad avvicinarsi nel modo semplice e sicuro alle nuove tecnologie. Internet ma non solo». Facci ha un proprio sito internet e la sua tesi di laurea sta per diventare un libro pubblicato da un importante editore specializzato. Una curiosità: alcuni giorni fa il giovane consulente informatico ha parlato, in qualità di esperto, su radio Dee Jay alla trasmissione mattutina di Platinette. Tema del colloquio: internet e le sette pericolose. Michele Facci è l’esperto informatico che, una volta alla settimana, il giovedì, è a disposizione dei soci del circolo anziani di Mezzocorona per aiutarli a risolvere i loro problemi con telefonini, computer e quant’altro si possa inserire nelle cosiddette “nuove tecnologie”. Compresi i decoder televisivi. Un aiuto importante che i soci apprezzano. Così come tanto apprezzamento hanno i corsi che il nostro esperto conduce due volte all’anno (un corso di base ed uno avanzato) per insegnare l’uso del computer. Ovvero come usare i programmi di scrittura, come “navigare” su internet, come scrivere e spedire una e-mail. Spiegando il tutto con metodo semplice e approccio amichevole docente-studenti, perché Facci non è solo un esperto informatico, ma è anche un laureato in psicologia. Un comunicatore, quindi, che sa rapportarsi correttamente con le persone di tutte le età.
Pubblicato da MAMO alle 10:17:00 AM 0 commenti
la canzone dei vecchi amanti
...
ma c'è voluto del talento
per riuscire ad invecchiare
senza diventare adulti.
Mio amore, mio dolce mio meraviglioso amore,
dall'alba chiara fin che il giorno muore
ti amo ancora sai, ti amo.
Il tempo passa e ci scoraggia,
tormenti sulla nostra via,
ma dimmi: c'è peggiore insidia
che amarsi con monotonia?
...
(Franco Battiato reinterpreta una canzone di Jaques Brel)
Pubblicato da MAMO alle 9:37:00 AM 2 commenti

